APERTURA VERSO LA VALIDITA’ DEI PATTI PREMATRIMONIALI

UNA SVOLTA EPOCALE MA EQUILIBRATA

(ordinanza n.20415 del 2025)

I patti prematrimoniali sono accordi stipulati tra i futuri coniugi prima della celebrazione del matrimonio finalizzati a regolare aspetti patrimoniali e talvolta personali in caso di separazione o divorzio.

In Italia fino al 2017 i patti prematrimoniali erano considerati NULLI, in quanto contrari all’ordine pubblico familiare e per violazione dell’art. 160 del codice civile.

La norma in esame prevede che “gli sposi non possono derogare né ai diritti né ai doveri previsti dalla legge per effetto del matrimonio”.

Tale disposizione configura un limite invalicabile all’autonomia negoziale dei coniugi con la conseguenza di escludere la possibilità per i coniugi di stipulare accordi economici che condizionino i loro rapporti in caso di separazione o divorzio.

Negli ultimi anni la giurisprudenza più recente ha sviluppato una maggiore apertura verso detti accordi.

L’ordinanza n. 20415 del 2025 ha segnato una svolta epocale ma equilibrata in materi di patti prematrimoniali.

Si tratta di una decisione che, pur nella forma di ordinanza, assume un rilievo sistematico, confermando nella sua interpretazione spazi concreti di autonomia negoziale, pur senza rinunciare ai presidi di tutela propri del diritto di famiglia.

L’ordinanza in questione sostiene che l’accordo non deve essere visto come uno strumento di “negoziazione dello status” ma come un contratto condizionato alla futura separazione o divorzio, volto a regolare rapporti patrimoniali già maturati durante il matrimonio. 

Ciò consente di considerare legittime le pattuizioni che abbiano una causa autonoma e un contenuto economico definito, collegato non alla rottura del vincolo matrimoniale ma all’assetto patrimoniale complessivo della coppia.

La novità più significativa risiede nel riconoscimento della meritevolezza di tali accordi, anche se stipulati in assenza di crisi e nel rispetto dei limiti derivanti dai diritti indisponibili e dal principio di tutela del coniuge debole.

La pronuncia n. 20415/2025 rappresenta dunque una svolta epocale ma equilibrata; riconoscendo l’efficacia degli accordi patrimoniali condizionati alla separazione, collocandoli nell’alveo della contrattualistica atipica, ma al tempo stesso riafferma con forza i limiti inderogabili che derivano dalla natura pubblicistica dell’istituto familiare.

L’ordinanza, non legittima una totale “contrattualizzazione” del matrimonio ma, sostenendo il venir meno della presunzione di illegittimità degli accordi prematrimoniali e  dando veste negoziale alla gestione di una futura crisi, fornisce un riconoscimento importante della legittimità di strumenti di autodeterminazione patrimoniale.

E’ indubbio che restino ancora alcuni nodi da sciogliere ma è altrettanto vero che l’ordinanza della Corte di Cassazione n. 20415 del 2025 segna una svolta epocale nel nostro ordinamento.

Avv. Margherita Cammarata